Massimo's profilenonsochefarePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
7/29/2009 Veneti Ieri ho preso la macchina fotografica ed fatto un giro in bicicletta. Sono salito a Boissano, un paesino di meno di 2500 abitanti sparsi nella varie contrade, un centinaio di metri sopra Loano. Girando per una storica contrada a due passi dalla chiesa ho trovato questa vecchia cappella, evidentemente risistemata.Mentre stavo lì è passata una signora che gentilmente si è rivolta a me, per parlarmi di quel manufatto. Così parlando, vedendo la mia bicicletta mi chiese di dove venissi. Le risposi che venivo da Savona, un po' meravigliandola. Dopo qualche altra chiacchiera mi richiese "ma .. di dove viene?". Capii allora che - come sempre succede - aveva notato il mio accento non proprio ligure e così confermai di venire da Savona ma di essere di Vicenza. Le brillarono gli occhi e felice mi disse di essere anche lei vicentina, da Cismon del Grappa, l'ultimo paese vicentino del Canal di Brenta, prima della Valsugana trentina. E così ha, abbiamo cominciato a parlare nella nostra lingua con reciproco piacere. Beh non proprio come fossimo in Veneto: io in casa la parlo sempre, ma c'è soltanto mia moglie, i figli sono altrove e con tutti gli altri ormai da 35 anni cerco di parlare italiano, salvo rari incontri. E quella gentile signora mi disse che non parla in veneto dal 1961, da quando è morta sua madre se non nelle gradite occasioni che viene a trovarla suo figlio alpino, accompagnato da alpini veneti. È venuta ad Albenga quando aveva sette anni perchè suo padre aveva chiesto ed ottenuto di fare il suo lavoro di falegname (o carpentiere?) nella costruzione della caserma: non ho chiesto quanti anni avesse, ma mi sembrava qualcosa più vecchia di me, pensionato non più tanto giovane. Ha detto "faegname", con la tipica nostra pronuncia che "mangia" la elle, ma mi sarei aspettato sentirmi dire che faceva "el marangon": ma dopo tanti anni qualcosa si perde. Solo qualcosa, perché pare sia impensabile per un veneto dimenticare la sua parlata: non ci tiene a farlo e ogni occasione è buona per fare "do ciàcoe" in dialetto. Questo capita a me e a tutti i veneti che ho conosciuto, con la sola eccezione di un mio cugino ritornato dall'internamento in Germania dove forse aveva fatto voto di parlare italiano. E così chiacchierando con quella signora non ho preso nota e mi sono completamente dimenticato il nome della contrada (Ca' del Pozzo?), il santo cui è dedicata la cappella, l'anno in cui fu costruita (16..), cosa esattamente c'era in quel posto (un qualche presidio sanitario). Forse vi tornerò, già invitato a prendere un caffé da lei, che ora abita lì - presso un suo figlio - a Boissano, che si scrive quasi come Bassano, sulla Brenta. Comments (6)
TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://gerobocia.spaces.live.com/blog/cns!357FD2A392415F61!1825.trak Weblogs that reference this entry
|
|
|